No War

a cura di Ivana Gaeta

Parlare di guerra dopo la pandemia non è stato facile, anche perché la guerra ci ha colto di sorpresa dopo un lungo e difficile periodo di isolamento forzato che ha minato molte delle nostre certezze.
Oltretutto, questa volta non si tratta di una guerra che avviene dall’altro capo del mondo o comunque in un contesto culturale a noi lontano. Questa guerra è proprio dietro l’angolo e ha risvolti concreti sulla vita quotidiana di tutti noi.
Tuttavia, come insegnava Albe Steiner, essere progettisti vuol dire anche potere/dovere esprimere un assenso/dissenso su temi delicati e complessi, essere partecipi del mondo che ci circonda e trovare il modo per condividere un pensiero critico.
Gli studenti del secondo anno del corso di design della comunicazione hanno raccolto la sfida, lanciando messaggi ironici, crudi e realistici, evocativi, ma mai banali.
Tutti hanno espresso il proprio pensiero, coscienti che anche un semplice manifesto può e deve essere uno strumento che si confronta senza infingimenti con le criticità da trattare.